Distorsione di caviglia: i “primi passi” da fare
Tempo di lettura: 4 minuti

Distorsione di caviglia: i “primi passi” da fare
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A tutti sarà capitato di appoggiare male un piede ed incappare in quella che volgarmente viene chiamata “storta”.

Questo è un infortunio molto frequente, specialmente negli sportivi: basti pensare infatti che in alcune discipline come il basket e la pallavolo rappresenta addirittura il 30-50% degli infortuni senza contatto.

Come succede?

Un movimento troppo brusco e non controllato del piede può creare una torsione eccessiva e  di conseguenza una modificazione a carico dell’articolazione.
Spesso i primi segnali sono il dolore, gonfiore localizzato a livello dei malleoli e limitazione funzionale.

A seconda del meccanismo traumatico le distorsioni possono essere:

in  inversione (85%) : nel caso in cui ci sia una rotazione del piede verso l’ interno.
E’ la tipologia più frequente perché questo movimento è meno tutelato dal punto di vista anatomico e la stabilizzazione passiva è garantita soltanto dai 3 legamenti laterali quali:
-legamento peroneo-astragalico anteriore (PAA)
-legamento peroneo-calcaneale (PC)
-legamento peroneo-astragalico posteriore (PAP)

in eversione (15%) : la torsione del piede è verso l’esterno.
Queste sono molto rare poiché la presenza del perone riduce il rischio di distorsione. Sul lato interno infatti abbiamo bisogno soltanto del legamento deltoideo come forma di sostegno .

Spesso sono proprio i legamenti le prime strutture che vengono interessate dal trauma.
Sulla base del danno tessutale che si verifica le distorsioni si possono classificare in:

-lesione di 1 grado: c’ è uno stiramento legamentoso, senza lesioni;
-lesione di 2 grado: quando uno o più legamenti si lesionano parzialmente;
-lesione di 3 grado: presenza di rottura completa di uno o più  legamenti.

Questa classificazione  può esserti d’aiuto nel leggere i referti medici che ti verranno consegnati, in modo da sapere con chiarezza che tipo di danno hai avuto, ma non sempre questa distinzione può dare indicazioni precise sugli esiti e sulle tempistiche di recupero.

Cosa devo fare  appena ho avuto una distorsione?

Ciò che devi assolutamente fare nelle primissime fasi dopo il trauma è:

limita il carico sulla caviglia, fermati!
applica del ghiaccio: per ridurre il gonfiore è consigliato l’utilizzo del ghiaccio 3 volte al giorno per 15 min (non a contatto diretto con la pelle!)
tieni l’arto sollevato, ciò può aiutarti a drenare meglio l’edema.
utilizza una compressione: applica un bendaggio, o in assenza di questo, non togliere la scarpa: questa farà dà contenitivo ed eviterà che il piede si gonfi immediatamente.

Anche se è importante durante i primi giorni cercare  di ridurre i segni dell’infiammazione/gonfiore locale,  attenendosi al protocollo sopracitato, non ci si dovrà astenere completamente dal movimento e dal carico.
L’ appoggio del piede a terra deve sempre  essere gestito a seconda del dolore e delle possibilità del paziente (magari anche aiutato da stampelle) ma questo movimento ci permette di favorire il drenaggio dell’edema contro gravità.

Devo fare esami radiografici o ecografici?

DIPENDE…
Ci sono dei parametri specifici, chiamati Ottawa Ankle Rules, per valutare se a seguito di una distorsione si debba subito eseguire una radiografia con lo scopo di  escludere eventuali fratture ossee.
Questi sono:

-impossibilità di appoggiare il piede a terra ed eseguire 4 passi autonomamente (anche zoppicando)
-dolore nel toccare precisi punti ossei: parte posteriore dei malleolo interno (tibiale) ed esterno (peroneale).

Se soltanto uno di questi segni fosse presente, è bene recarsi subito al Pronto Soccorso per fare un’accertamento radiografico.

L’ecografia servirà per vedere lo stato dei tuoi legamenti. In fase acuta (nelle prime 2 settimane circa) spesso la caviglia è molto gonfia perciò questo esame non potrà essere svolto al meglio a causa  della presenza di edema intrarticolare.

Il mio consiglio è quindi, per prima cosa scongiurare una frattura e poi eventualmente eseguire un’ ecografia. Questo non sarà un esame obbligatorio ma solo se ritenuto utile dal medico ed, in ogni caso, è bene prima svolgere delle terapie mirate al riassorbimento più veloce dell’edema per avere una risposta diagnostica migliore.

In cosa consiste e quando posso iniziare la fisioterapia?

Già il giorno dopo il trauma puoi iniziare il trattamento riabilitativo.
Come abbiamo appena visto, la terapia, nelle prime fasi, sarà orientata alla riduzione del dolore e gonfiore favorendo  il recupero graduale dei movimenti della caviglia tramite tecniche di mobilizzazione articolare, linfodrenaggio e terapie strumentali.

Il tuo fisioterapista, se necessario, potrà consigliare l’utilizzo di una cavigliera adatta al tuo infortunio, in modo da ridurre inizialmente gli stress in torsione sul piede.

Successivamente si passerà al rinforzo dei muscoli che la muovono e la stabilizzano attraverso esercizi che andranno gradualmente ad esporre l’ arto ad un carico sempre maggiore.
Si utilizzeranno anche stimoli propriocettivi, come basi instabili, per migliorare le capacità percettive e di equilibrio, fondamentali nella ripresa del corretto schema del passo e della corsa.
Se sei uno sportivo si completerà il percorso con proposte mirate al recupero del gesto sport specifico per il tuo rientro in totale sicurezza.

Conclusioni

La distorsione guarisce da sola?
NO…

Le distorsioni hanno una variabilità molto alta rispetto all’ intensità del trauma e perciò anche i tempi di guarigione possono essere molto differenti: da una settimana, per i casi più leggeri, ai 3-6 mesi per quelli più gravi.

La tendenza a sottovalutare la distorsione, riprendendo le attività quotidiane senza recuperare una completa mobilità articolare e una sufficiente forza muscolare, può dare conseguenze anche invalidanti col tempo.

Ciò creerà una rigidità nei movimenti della caviglia, con  conseguente aumento del rischio di artrosidell’articolazione, ed inoltre può portarci a sviluppare un’instabilità cronica.

Quest’ultima si può descrivere come una situazione dove  una lassità legamentosa ed un deficit di forza muscolare si associano, dandoci la sensazione di avere una caviglia più debole.
Questo ci porterà ad un utilizzo limitato della stessa,  con la conseguente riduzione della componente muscolare e  a maggiori probabilità di procurarsi distorsioni.

Una prima distorsione quindi aumenta esponenzialmente la possibilità di una successiva.

Spero che con questo articolo ti abbia fatto capire quanto sia importante dare la giusta attenzione a questo infortunio e trattare adeguatamente la distorsione al fine di ridurre al minimo i deficit motori e prevenire eventuali recidive.

Se ti servono informazioni più specifiche sull’argomento o se vuoi fissare una  VALUTAZIONE GRATUITA per il TUO problema, non esitare a contattarci.

 

A presto!

A cura di Michele Diamanti
• Fisioterapista
• Laureato in Scienze Motorie

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