Dolore di spalla : cause e soluzioni
Tempo di lettura: 4 minuti

Dolore di spalla : cause e soluzioni
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“Ho un DOLORE CONTINUO”
“NON RIESCO A DORMIRE la notte”
“NON POSSO ALZARE IL BRACCIO oltre la spalla…”
“Non riesco a VESTIRMI”

Queste sono le affermazioni che maggiormente sento dai pazienti che lamentano un dolore di spalla.
Spesso responsabili di questa sintomatologia sono problematiche ed infiammazioni a livello tendineo.
I tendini sono le parti finali del muscolo, le strutture con cui questi si attaccano all’osso (in questo caso all’omero).
Nella maggior parte dei casi stiamo parlando di quelli della “cuffia dei rotatori “, un gruppo di 4 muscoli (sovraspinoso, sottoscapolare, sottospinoso e piccolo rotondo) chiamati così poiché avvolgono l’omero come fosse una cuffia.

Sintomi

-Dolore che può essere riferito alla zona anteriore della spalla, ma in molti casi può irradiarsi lateralmente o anteriormente sul braccio fino ad arrivare al gomito

-Difficoltà nel riposare e nel trovare una posizione comoda

-Difficoltà ad eseguire azioni di elevazione del braccio oltre l’orizzonte soprattutto se queste prevedono rotazioni (infilarsi un cappotto, pettinarsi, mettersi il reggiseno…)

-Rigidità mattutina

Come mai questi tendini della cuffia dei rotatori sono spesso soggetti ad infiammazione/lesione?

Partiamo dicendo che…

La spalla è l’articolazione con maggior mobilità in tutto il corpo, ed essendo “appesa” al busto contro gravità necessita di una serie di muscoli per essere mantenuta stabile.

Il benessere e la funzionalità della spalla sono legati all’armonia delle strutture muscolari che agiscono su di essa.
Un equilibrio tanto perfetto quanto vulnerabile.

Per semplificare al massimo il concetto, dividerò tutti i muscoli che si inseriscono sulla spalla in 2 gruppi:

1. I grandi muscoli (come il deltoide, gran pettorale ed il gran dorsale) hanno la funzione di muovere l’omero.

2. I piccoli muscoli sono quelli che fanno parte della cuffia dei rotatori ed hanno la funzione di stabilizzare la testa dell’omero, e tenerla compressa e centrata contro la glena (superficie articolare della scapola).

Spesso sia con gesti quotidiani che sportivi si tende ad attivare ed allenare maggiormente i grandi muscoli, generando così uno squilibrio funzionale a discapito dei muscoli stabilizzatori della cuffia, che vengono stressati eccessivamente.  

Cause

La causa più comune è sicuramente un

-Sovraccarico tramite movimenti ripetuti del braccio sopra la testa: questa problematica infatti è molto diffusa fra in atleti che praticano sport di lancio, pallavolisti o lavoratori come imbianchini.

Tante volte però non servono attività gravose per creare un problema a questi tendini, altre cause potrebbero essere:

-Problemi cervicali associati: esistono più muscoli che collegano la scapola alle vertebre cervicali, influenzando a vicenda le due strutture),

-Atteggiamento scapolare: una postura più chiusa o alterazioni del piano scapolare possono influenzare la biomeccanica della spalla,

-Obesità e disturbi metabolici: queste caratteristiche rendono tutti i tendini molto più soggetti ad infiammazione,

-Traumi: questa sono una causa secondaria poiché raramente provocheranno lesioni tendinee, soprattutto nei soggetti giovani.

Diagnosi

Gli esami che maggiormente vengono utilizzati per valutare una patologia tendinea sono prevalentemente l’Ecografia e la Risonanza magnetica.

Ma sono sempre così utili?

Come abbiamo già visto riguardo al “mal di schiena” (bussola del mal di schiena), spesso non esiste correlazione fra il danno anatomico visibile in Risonanza e il dolore che stiamo provando.

Possiamo vedere come sia comune in tutte le persone sopra ai 30 anni la presenza di lesioni/infiammazioni a livello tendineo.

Inoltre da uno studio del 2010 (Yamamoto) è risultato che il 40% delle persone SENZA DOLORE presenta problematiche a livello della cuffia dei rotatori.

Da questi dati si può capire che è possibile avere un danno anatomico e non avere dolore.

Perciò non ti preoccupare eccessivamente del tuo referto, non sei condannato a soffrire per tutta la vita!

Detto ciò, non voglio certo screditare la validità dell’esame stesso, ma diffidare dall’eseguire indistintamente indagini senza effettuare prima un’accurata valutazione da parte di un professionista del settore.

Valutare una spalla solo da un’ esame sarebbe un po’ come se un meccanico facesse la diagnosi di un guasto soltanto guardando la foto del motore!

Cosa fare?

-Ghiaccio (l’applicazione può aiutare a gestire il dolore in fase acuta)

-Cercare di utilizzare il braccio nel limite del dolore (evita il riposo assoluto)

-Riduci lo stress (non solo quello fisico…)

Cosa non fare?

-Abusare di farmaci corticosteroidi orali o infiltrativi (questi da una parte danno un beneficio immediato ma dall’ altro indeboliscono le strutture tendinee)

-Evitare il sovrappeso

-Non fissarti sugli esami strumentali

In cosa consiste il trattamento fisioterapico?

Il trattamento conservativo può prevedere un breve periodo di riposo durante il quale può risultare utile l’utilizzo di terapie fisiche come la laserterapia ad alta potenza o la tecarterapia .
L’obiettivo di questa prima fase è la riduzione del dolore e dell’infiammazione.

Successivamente è indispensabile proseguire il trattamento con tecniche di terapia manuale per recuperare il range di movimento.
A questo andremo ad aggiungere esercizi attivi e di rinforzo specifici per determinati gruppi muscolari a seconda delle difficoltà del paziente e della sede della lesione.

Inizialmente si proporranno esercizi semplici e con bassi carichi, per poi aumentare gradualmente sia l’intensità che la complessità delle proposte.

Gli esercizi richiesti varieranno in base all’età e agli obiettivi da raggiungere cercando di stimolare il sistema neuro-motorio nella sua globalità, tramite esercizi di controllo.

Se ti servono informazioni più specifiche sull’argomento o se vuoi fissare una VALUTAZIONE GRATUITA per il TUO problema, non esitare a contattarci.

A presto!

A cura di Michele Diamanti
• Fisioterapista
• Laureato in Scienze Motorie

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