Mi sono operato di protesi: e adesso?

Mi sono operato di protesi: e adesso?

Sei appena stato operato di protesi di ginocchio o di protesi d’anca, in questo momento così particolare, e sei preoccupato perché non sai cosa ti aspetta?

 

Mai come oggi ti siamo vicini per darti tutti i consigli e le informazioni necessarie per affrontare insieme a te il decorso post operatorio!

Uscito dall’ospedale, avrai sicuramente ricevuto le prime cure ed indicazioni su come camminare, scendere dal letto, alzarti da una sedia e fare le scale. Ora è importante che tu continui a seguirle ma, in questo articolo, potrai anche trovare qualche indicazione su come gestire il tuo periodo post – operatorio in caso avessi dovuto interrompere il tuo percorso riabilitativo ambulatoriale.

Anche se il fisioterapista, in questo momento, non può seguirti di persona,
puoi stare tranquillo perché, come già diffuso e collaudato in altri paesi, quali Australia e Stati Uniti, esiste un modo efficace di fare riabilitazione, la fisioterapia online, una modalità terapeutica, supportata da diversi studi scientifici, che pur non potendo essere sempre applicata, in questo preciso contesto può esserci di aiuto e fare la differenza.
Tramite un colloquio in videoconferenza, il fisioterapista può seguirti a distanza, dandoti consigli, educandoti al movimento e assegnandoti un programma di esercizi fatto su misura per te.

Se vuoi essere contattato per questo servizio clicca qui.

Una volta rientrato a casa, il primo mese sarà fondamentale per raggiungere una buona mobilità e funzionalità dell’articolazione operata. Se sei stato operato di protesi d’anca, dovresti riuscire a piegare ed estendere l’arto senza troppi problemi mentre se sei stato operato di protesi di ginocchio, il movimento potrebbe essere più difficoltoso e doloroso.
In quest’ultimo caso potrebbe essere utile noleggiare un kinetec, apparecchiatura che forse avrai già conosciuto in ospedale.
Il Kinetec è un macchinario per la mobilizzazione passiva delle articolazioni che ti aiuterà a piegare ed estendere il ginocchio in modo da mantenere i gradi di flessione che hai già guadagnato ma anche ottenere una maggiore mobilità dell’articolazione. Andrà sempre adottato dopo aver consultato il medico specialista che ti indicherà per quanto tempo dovrai utilizzarlo.
Mentre si utilizza il kinetec, può essere consigliabile applicare una borsa del ghiaccio sul ginocchio interponendo un panno per mantenere la ferita asciutta. Ricordati che la ferita non va bagnata fino a quando hai punti o graffette metalliche.

In ospedale probabilmente avrai iniziato a svolgere alcuni semplici esercizi in autonomia. Hai paura di non riuscire ad eseguirli correttamente da solo?

 

Anche in questo caso, niente paura! Solitamente sono semplici da eseguire , il fisioterapista può supervisionarti anche a distanza e inviarti esercizi progressivi tramite video che spiegano in modo chiaro i movimenti che tu dovrai eseguire. Sia nel caso di intervento di protesi di anca che di protesi di ginocchio, i primi esercizi sono volti al rinforzo del muscolo quadricipite e dei glutei.
Esercizi specifici, eseguiti più volte al giorno, aiutano l’ articolazione a non bloccarsi e a sgonfiarsi e sono fondamentali per recuperare il tono muscolare, importante per la stabilità dell’impianto.

Cliccando qui troverai una sezione video dedicata ad alcuni esercizi da eseguire in progressione in caso sia di protesi di anca che di protesi di ginocchio

Se sei stato operato di protesi di ginocchio, ricordati che è importante che tu riesca ad estendere completamente il ginocchio il prima possibile per ottenere un cammino corretto e funzionale. Evita di mettere un cuscino sotto il ginocchio quando dormi così da facilitarne l’estensione ed evitare un accorciamento dei muscoli posteriori della coscia.
Se sei stato operato di protesi di anca, ricorda di eseguire gli esercizi evitando di piegare eccessivamente la schiena sul bacino (non superare i 90 °).

A questo proposito puoi guardare questo video che contiene alcune importante raccomandazioni in caso di protesi d’anca.

E per quanto riguarda il cammino?

 

La protesi inizialmente deve avere un carico parziale per il tempo necessario alla stabilizzazione dell’impianto, specialmente dopo un intervento di protesi d’anca non cementata.
Per i primi tempi si tende a zoppicare e, se non si usano le stampelle, si rischia di prendere un vizio difficile poi da togliere.
E’ importante che tu continui a camminare usando entrambe le stampelle ma evita di stancarti troppo, hai subito un intervento chirurgico e, inizialmente, è meglio non strafare per dare tempo al corpo di riprendersi.
Successivamente, e solo dopo autorizzazione del medico, se il decorso è normale e privo di complicanze, si può abbandonare una stampella (generalmente alla quarta o quinta settimana).
Se invece ti trovi nella necessità di fare le scale, basterà che con una mano tu ti tenga al corrimano mentre con l’altra tu continui a tenere la stampella; è importante ricordare di salire portando avanti prima la gamba sana e di scendere portando avanti prima la gamba operata.

Premendo sui seguenti pulsanti puoi troverai i video per la giusta progressione da seguire per l’uso delle stampelle e per il loro abbandono graduale.
Fase 1

Fase 2

Fase 3

Cosa fare se la gamba è gonfia?

 

Inizialmente la circolazione dell’arto operato è deficitaria, in più la riduzione del movimento fa sì che ci sia un maggior edema nei tessuti. È importante mettere un cuscino sotto il materasso in fondo ai piedi per creare una pendenza che favorirà il ritorno venoso. Se durante il giorno stai molto seduto, assicurati ogni tanto, di elevare la gamba, magari poggiandola sopra una sedia. Se il gonfiore dovesse perdurare, e la gamba dovesse diventare rossa e calda, è opportuno contattare il medico.

Quando si può tornare a guidare?

 

Non vi sono evidenze in letteratura sui tempi e sui rischi correlati al ritorno alla guida. I tempi consigliati vanno dalle 4/5 settimane ai 2/3 mesi. Dal punto di vista biomeccanico, i pazienti operati di protesi d’anca potrebbero essere in grado di svolgere tutti i movimenti richiesti per guidare anche dalla quarta settimana post intervento. Al contrario, i pazienti operati di protesi di ginocchio potrebbero dover attendere più a lungo a causa di una maggiore difficoltà nel piegare il ginocchio e di un maggior deficit di forza del muscolo della coscia. E’ quindi opportuno, oltre che seguire le indicazioni del medico, affidarsi al buon senso e all’esperienza.

 

Si possono fare i lavori in casa?

 

In linea di massima nella fase iniziale non è consigliabile abbandonare le stampelle e spostare carichi. Ti forniamo pertanto alcuni consigli per eseguire queste attività nel modo più confortevole possibile. Cucina:
cerca di ottimizzare le azioni suddividendole in due attività, così da non rimanere troppo a lungo in piedi:
– la prima fase consiste nella preparazione di tutto il materiale necessario;
– la seconda è quella operativa in cui ti posizioni vicino al piano cottura e sfrutti il bordo per appoggiarti con la pancia in modo da poter lasciare le due stampelle.
Caricare o scaricare la lavatrice o lavastoviglie. Fai scivolare posteriormente l’arto operato mentre ti chini in avanti, piegati sull’arto sano e mantieni un braccio in appoggio per mantenere meglio l’equilibrio. Questo metodo ti può essere utile anche per raccogliere un oggetto da terra. Ricorda che alcuni lavori domestici, come per esempio passare l’aspirapolvere, possono diventare pericolosi perché, oltre ad avere tutto il carico sulla gamba operata, implicano il dover muovere un elettrodomestico con il rischio non solo di sovraccaricare la gamba ma anche di cadere.

 

Quando si può tornare al lavoro?

 

La risposta, in questo caso, non dipende tanto dal tipo di intervento, ma dal tipo di lavoro che svolgi. Anche se l’attività lavorativa non necessita di particolari sforzi fisici, la ripresa deve comunque rispettare i tempi di guarigione delle ferite e il ripristino dei normali parametri clinici.

 

Quando si può riprendere l’attività sportiva?

 

A differenza di molti anni fa, quando la soluzione chirurgica protesica era destinata prevalentemente alle persone anziane, oggi, grazie all’evoluzione delle tecniche e dei materiali utilizzati, questi interventi sono indicati anche per persone più giovani. Allo stesso tempo, abbiamo sempre più persone che, anche se un po’ avanti negli anni, hanno coltivato la sana abitudine di svolgere un’attività sportiva. Troviamo quindi che questa tua domanda sia una questione fondamentale da inserire nel nostro progetto riabilitativo.

Teoricamente gli esercizi a basso carico sono ben tollerati dai pazienti, solo le attività che comportano impatti o carichi torsionali possono essere più rischiose. Il carico, per la resistenza dell’osso, è fondamentale e quindi gli esercizi in stazione eretta sono essenziali per una corretta fissazione dell’impianto protesico. La letteratura riporta che il ritorno alle attività sportive a basso o medio impatto, come il cammino, la bicicletta e il nuoto, può solitamente avvenire dai 3 ai 6 mesi dopo l’intervento. Molti, inoltre, concordano che l’attività e l’abilità pre-intervento in uno sport siano fattori decisivi per determinare un’appropriata attività sportiva post-chirurgica.

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