Tunnel carpale : sintomi, cause e rimedi!

Tunnel carpale : sintomi, cause e rimedi!

Senti le formiche sulla mano? Hai alterazioni della sensibilità alle prime tre dita?

Senti di avere meno forza e talvolta ti cadono le cose dalle mani?

Oppure ti svegli la notte e devi mettere la mano sotto l’acqua fredda per toglierti quel senso di “morsa” che avverti sulla mano e sul braccio?

Se hai uno di questi sintomi potresti soffrire della Sindrome del Tunnel Carpale ( STC ) , disturbo molto diffuso che “colpisce” il 20% della popolazione over 60, ma si riscontra anche in soggetti più giovani a partire dai 25-30 anni. Si tratta di un problema “meccanico” che incide comprimendo il nervo mediano e portando la tipica sintomatologia. Ma vediamo nel dettaglio di cosa si tratta partendo dall’anatomia :

Che cos’è il Tunnel Carpale?

Il tunnel carpale è un canale osteo-fibroso che si trova nella parte palmare del polso e della mano .

E’ delimitato nella parte “interna” dalle ossa del carpo, nella parte “esterna” dal legamento trasverso del carpo.

Il tunnel carpale è molto importante per la funzionalità della mano perché delimita il passaggio di nove tendini ed un nervo: il nervo mediano. Quest’ultimo è deputato alla conduzione degli impulsi elettrici a diversi muscoli del pollice e alla trasmissione della componente sensitiva della parte palmare di pollice, indice, medio e metà dell’anulare.

Il nervo può essere definito la parte “nobile” del Tunnel Carpale ed è la componente che soffre maggiormente in caso di una compressione dello stesso.

Quali sono i sintomi della S. del Tunnel Carpale?

I sintomi tipici della S. del Tunnel Carpale sono le parestesie alle prime tre dita della mano (pollice, indice e medio), più difficilmente all’anulare.

Per parestesie si intendono quelle alterazioni della sensibilità come formicolii e sensazione di gonfiore o intorpidimento. Quest’ultimo si manifesta maggiormente di notte o se si assumono posizioni particolari della mano, come ad esempio la flessione massima del polso.

Con il progredire della patologia e la compressione del nervo la sintomatologia si aggrava fino ad inficiare non solo la sensibilità superficiale ma anche quella termo-dolorifica. Si può arrivare a perdere completamente la percezione del dolore nelle aree di “competenza” del nervo mediano e all’ipotrofia dei muscoli dell’eminenza tenar con deficit dei movimenti del pollice e la comparsa della caratteristica “mano di scimmia”.

Quali sono le cause della STC?

Molti fattori contribuiscono alla determinazione della Sindrome del Tunnel Carpale.

La causa principale però è la riduzione dello spazio all’interno del canale dove passano i tendini e il nervo.

Il ristringimento può avvenire per un aumento dello spessore dei tendini (tendiniti, tendinosi), cisti tendinee e ritenzione idrica (gravidanza) oppure a causa di posture scorrette della mano protratte nel tempo (riposo a polso flesso, utilizzo eccessivo del mouse ecc.).

Lo spazio può subire variazioni significative anche per una perdita fisiologica di elasticità del legamento trasverso del carpo (età), oppure per artrosi sulla superficie ossea della base del tunnel (età, fratture pregresse).

La conseguenza finale della riduzione dello spazio è la compressione del nervo mediano che inizia così a mostrare i segni di sofferenza già precedentemente descritti.

L’intervento chirurgico è l’unica soluzione?

Assolutamente no. O meglio, non l’unica e non sempre necessaria.

Innanzitutto bisogna valutare l’entità del danno biologico e la compromissione del nervo.

Questa valutazione la fa il medico specialista attraverso un esame strumentale che si chiama “Elettroneuromiografia”. Questa procedura permette di valutare la conduzione sensitivo-motoria dei nostri nervi ed appunto la loro “salute”. Ci sono dei parametri di riferimento ed una classificazione che stabilisce lo stadio della “Sindrome del Tunnel Carpale”: si va dallo stadio I fino al IV.

L’intervento chirurgico è vivamente indicato per il III e IV stadio mentre per il II e I si predilige la terapia conservativa. La scelta tra intervento chirurgico e terapia conservativa è chiaramente soppesata tra quelle che sono le esigenze del paziente e la condizione clinica dello stesso, l’età e altri fattori possono essere determinanti nella decisione

Se non mi opero cosa posso fare?

La terapia conservativa è la soluzione!

Cosa si intende per terapia conservativa?

Sono l’insieme delle terapie fisiche strumentali, manuali e riabilitative che permettono di ottenere la scomparsa o il miglioramento della sintomatologia attraverso l’intervento sulle cause della STC. I vantaggi della terapia riabilitativa sono i seguenti:

  • non è invasiva;
  • non presenta rischi;
  • può essere modulata in base alle esigenze del paziente.

 

Il nostro centro utilizza un protocollo basato su evidenze scientifiche ed esperienza clinica e nella fattispecie la combinazione più efficace nella nostra pratica è l’uso di alcuni elettromedicali; il confezionamento di un tutore notturno su misura e l’utilizzo della “neurodinamica”.

L’utilizzo di laser ad alta potenza ed ultrasuonoterapia permette di ridurre l’infiammazione, l’eventuale tendinite, agire sull’edema e sulla ritenzione idrica in modo da ridurre od eliminare le cause della pressione sul nervo.

Il tutore notturno su misura facilita la corretta posizione della nostra mano durante la notte in modo da evitare un ulteriore compressione ulteriore del canale e ristabilire un fisiologico equilibrio.

Infine strumento molto importante è la neurodinamica.

La neurodinamica è l’insieme degli esercizi e delle pratiche manuali che agiscono sul trofismo e la vascolarizzazione del nervo attraverso una mobilizzazione dello stesso. L’aumento della vascolarizzazione permette di portare nutrimento e fattori di riparazione al nervo con un incremento della “salute” dello stesso.

Se pensi di avere la sindrome del Tunnel Carpale contattaci per fissare una valutazione gratuita presso il nostro centro!

Insieme potremo capire se si tratta davvero di questa patologia ed eventualmente iniziare a curarla: ricordati i nervi sono strutture delicate, bisogna prendersene cura!!!

A cura di Edoardo Galletto
• Terapista occupazionale
• Master universitario in riabilitazione della mano e dell’arto superiore

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